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Posts Tagged ‘vecchia’

Ogni mattina un cassiere si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della prima vecchia che aspetta davanti all’ingresso dalle sei di mattina – ché i vecchi, se sa, so’ ‘n po’ così, fanno la fila dallo spuntare del primo raggio di sole ovunque (un’altra massima potrebbe essere, in effetti, “per quanto presto tu possa fare, ci sarà sempre un vecchio che è arrivato prima di te”, ma tant’è).
Sebbene il supermercato apra solo alle otto, l’instancabile vecchina è lì da ore, e sarà anche probabilmente già passata a fare il vaccino dal medico, ad accompagnare i nipoti a scuola, a scassare il cazzo alla vicina per l’acqua delle piante che cola sul balcone, a fare i salmi mattutini in Chiesa, a controllare che i lavori della metro procedano secondo norme note solo ai vecchi come lei, e sarà anche stata abbondantemente col fiato sul collo alla rumena (unico esemplare che si svegli prima dei vecchi, per non parlare delle rumene vecchie poi!) per controllare che non usi proprio quella pezza lì per pulire i vetri ché glieli riga, che poi la stronza lo sa e continua a farlo.
Il cassiere, specie in via d’estinzione, destinato a stress e nevrosi che manco i combattenti al fronte, si starà ancora fumando la prima (forse ultima) sigaretta nella lacerante attesa di varcare la soglia dell’inferno, quando sentirà una vocina rauca, sottile, penetrante, molesta, vecchia insomma, chiedere: “ma quando aprite?”.
E il suddetto cassiere, che vorrebbe placidamente ma altrettanto enfaticamente rispondere “l’anno del cazzo, signora”, si limiterà invece a inspirare l’ultima boccata di fumo, a spegnere la sigaretta e a sbuffare “alle otto, signora. Sono le otto meno cinque”.
Quand’anche si fosse fortunati (il che accade raramente per inciso), ci si troverebbe di fronte ad una faccia che potrei definire altrimenti e più gentilmente ma che non riesco a rendere meglio se non con l’espressione “di cazzo”, che in realtà sottintende un più esplicito “ma guarda te ‘sti stronzi non c’hanno voja de fa ‘na sega”.
Il che, com’è logico che sia, indispone ancora di più il cassiere nei confronti del suo lavoro e del mondo che lo circonda, e contribuirà a instillare nella sua mente ormai logora immagini cruente di morti non troppo accidentali nell’affettatrice della gastronomia e di corpi esanimi lasciati a sgocciolare sul banco del pesce.

Perciò sappiate, vecchi e non, che se alla cassa incontrate un/a ragazzo/a col culo girato, non troppo loquace e col sorriso finto stampato in faccia dovrete ringraziare Iddio ché vi sarebbe potuta andare molto, ma molto peggio.

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