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Archive for settembre 2012

Leggendo in giro, ho trovato questo, che un po’ m’ha fatto ridere, un po’ m’ha fatto riflettere. Di base, m’è piaciuto. E comunque, mi ha ricordato un’esperienza di qualche anno fa, che ha a che a fare coi Genesis e coi tipi alla Pitergabbriel.

Com’è, come non è, conobbi un tipo. Il classico niente di che, che in periodi di magra o di stanca ti sforzi di mandare giù e ti fai piacere. Di solito, impieghi più di qualche appuntamento per cominciare ad uscirci senza tentennamenti e sempre in bilico tra il dio-te-prego-nun-t’accolla’ e il guarda-‘sto-stronzo-mica-me-richiama. Alla fine, richiamava sempre. Mai del tutto convinto, c’è da dire, ma richiamava.
Premessa importante ai fini della narrazione: all’epoca ero ancora nella fase adolescenziale, quindi avevo una ventina di chili in più, un’acne che definire semplicemente “giovanile” appariva a tratti riduttivo e un’insicurezza che mezza bastava.

Lui, però, almeno nel primo periodo pareva accontentarsi, forse motivato dalla comune passione per i Genesis (che, com’è logico che sia, all’epoca millantavo senza nutrire veramente, ma si sa che tira più un pelo…), e, come solo più tardi compresi, dall’esigenza di recarsi al concerto dei suddetti con qualcuno che non fosse se stesso. Alla fine, andammo insieme. Con noi, anche i miei più cari amici dell’epoca. E mio padre. E la mia madrina. E l’imbarazzo. E una maglietta fucsia traforata che mi metteva in mostra le tette (unico punto di forza che tento ancor oggi di ostentare per coprire altre magagne). Non servì a niente, la maglietta. 
Lui seguì il concerto, scambiò piacevoli conversazioni con i miei amici, si impelagò in virtuosistici scambi di battute con mio padre, cantò, ballò, e non mi si cacò di striscio, mentre io in realtà cominciavo davvero ad apprezzarlo. Da quel momento in poi, non seppi più nulla di lui. Tranne che era uno stronzo, ovviamente.

Passano gli anni, perdo i famosi venti chili, assumo la pillola anticoncezionale che elimina ogni traccia di acne (e mi rende più appetibile in quanto scarsamente fertile) e continuo ad avere le stesse tette di allora. Vado a bere con delle amiche al Circolo degli Artisti (tipo, “vado a farmi sfilare cinque euro consapevolmente per una birra che più annacquata manco il vino delle fontane di Marino alla sagra”), e buttandomi in pista al cazzeggio, ti incrocio con lo sguardo il coglione. È lì. È con un amico. Balla.
Ci si aspetterebbe che si avvicini, che intavoli una conversazione sebbene tra le più banali, che faccia la ruota da insulso pavone qual è. Niente di tutto questo. Mi guarda. Continua a guardare. S’arrapa. M’ignora.

Il giorno successivo mi contatta con un messaggio di posta elettronica e butta lì un “sai, dovremo rivederci”.

Il periodo di magra è finito, sciscio. E i Genesis me facevano caca’.

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