” – Sicché non è tutta roba da studenti depressi.
– Con mio sommo rincrescimento e fastidio sì, la maggior parte lo è. Comunque i racconti a matrice depressa dovresti essere in grado di riconoscerli sin dalle prime righe.
– E da cosa dovrei riconoscerli?
– Be’, da un’infinità d’indizi.
– …
– Per esempio dal fatto che tendono a essere orribilmente compiaciuti. Causticamente cinici. O, quando non causticamente cinici, allora stolidamente naif. E in tutti i casi massicciamente e straordinariamente pretenziosi. Nonché, ovviamente, schifosamente battuti a macchina.
– …
– Velleitari, ecco il comun denominatore dei racconti da studente depresso. Si avverte un diffuso e persistente velleitarismo. Dio santo, lo sai che in questa metà di luce sei proprio incredibilmente bella?”
D.F.W.